Il 13 novembre 2025 il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione negoziale sulla proposta legislativa relativa al Pacchetto “Omnibus I”, con un intervento che si inserisce nel più ampio progetto di semplificazione normativa avviato dalla Commissione europea il 26 febbraio 2025 con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi gravanti sulle imprese e di rendere più chiara e proporzionata la disciplina vigente in materia di sostenibilità.
Il Parlamento ha approvato una serie di emendamenti tesi ad un significativo innalzamento delle soglie dimensionali per l’applicazione degli obblighi di rendicontazione e di due diligence, così da concentrare gli adempimenti sulle imprese di maggiori dimensioni. Infatti, secondo la proposta di direttiva approvata dal Parlamento, l’obbligo di predisporre la rendicontazione sull’impatto sociale e ambientale riguarderà esclusivamente le imprese che superano i 1.750 dipendenti e i 450 milioni di euro di fatturato netto annuo. La medesima soglia sarà applicata anche alla pubblicazione delle informazioni relative alla tassonomia degli investimenti sostenibili.
Il Parlamento europeo ha proposto inoltre una semplificazione sostanziale del contenuto della rendicontazione, con una riduzione del dettaglio di informazioni richiesto e la trasformazione delle relazioni settoriali da obbligatorie a facoltative. Un ulteriore elemento riguarda il rapporto tra grandi imprese e PMI: alle prime non sarà più consentito richiedere informazioni aggiuntive rispetto a quelle incluse negli standard volontari di rendicontazione per le PMI.
Per quanto concerne il dovere di diligenza in materia di impatti negativi su persone e ambiente, il Parlamento ne propone l’applicazione alle sole imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato netto superiore a 1,5 miliardi di euro. Le imprese soggette alla normativa dovranno adottare un approccio basato sul rischio, calibrando l’identificazione e la mitigazione degli impatti negativi sulla base della loro concreta esposizione al rischio. La raccolta di informazioni presso partner commerciali di minori dimensioni non dovrà essere effettuata in modo sistematico, ma potrà essere limitata ai soli casi in cui sia strettamente necessaria. La proposta elimina inoltre l’obbligo per le imprese di predisporre un piano di transizione volto all’allineamento agli obiettivi dell’Accordo di Parigi.
Quanto al regime di responsabilità, è stata eliminata la previsione di uno specifico regime di responsabilità civile per le imprese inadempienti al dovere di due diligence, lasciando agli Stati membri il compito di assicurare il diritto al risarcimento del danno per coloro che hanno subito impatti negativi, garantendo l’accesso effettivo alla giustizia secondo le discipline nazionali.
Infine, il Parlamento chiede l’istituzione di un portale digitale gratuito, complementare al Punto di Accesso Unico Europeo, attraverso il quale le imprese potranno accedere a moduli standardizzati, linee guida e informazioni aggiornate sugli obblighi di rendicontazione e di due diligence.
Entro la fine dell’anno è atteso l’accordo finale sulla proposta a seguito dei negoziati con i governi degli Stati membri.
Testo della proposta con gli emendamenti approvati dal Parlamento europeo in prima lettura:
https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-10-2025-0264_IT.pdf
[Francesca Manca, 11 dicembre 2025]
